Il Planetario di Caserta piange la morte del suo curatore scientifico, il professore Luigi Antonio Smaldone.
Luigi Antonio Smaldone (Oppido Lucano, 27/10/1951 – Napoli, 16 marzo 2026) fu per anni instancabile promotore della istituzione di un Planetario, stendendo un primo progetto sin dal 1995. Ma solo nel 2005 il Comune di Caserta intercettò un finanziamento (Unione Europea Urban II) grazie a quale il Planetario di Caserta fu realizzato e inaugurato il 19 dicembre 2008, conseguendo il primato di primo planetario interamente digitale a platea unidirezionale del Meridione d’Italia. Da allora il prof. Smaldone ha ideato e sviluppato tutti i numerosi interventi di aggiornamento hardware e software del Planetario (in particolare quelli radicali del 2015 e 2023). Da “papà” del Planetario di Caserta, ne ha avuto cura amorevole dedicando tempo, competenze e passione contribuendo in modo cruciale alla costruzione dell’offerta degli spettacoli digitali della cupola, della gran parte dei quali è stato ideatore e realizzatore.
Luigi Antonio Smaldone si laureò con lode in Fisica (indirizzo astrofisico) all’Università “Federico II” di Napoli nel 1976 e dal 1977 al 1985 fu astronomo all’Osservatorio Astronomico di Capodimonte e poi professore associato (settore astronomia / astrofisica) della “Federico II” dal 1985 alla messa a riposo nel 2016.
Il suo campo di ricerca fu centrato nella fisica solare (brillamenti, fenomenologia quantitativa delle “Regioni Attive” solari, con analisi dati e sviluppo di software relativo, granulazione solare e oscillazioni solari) e nello studio della cometa di Halley. Parallelamente dal 2006 si occupò di didattica della fisica, come autore di pubblicazioni scientifiche, come direttore di master universitari e di scuole di formazione.
Seguendo la sua indole di grande generosità, umana disponibilità e sensibilità verso chiunque, sempre coerentemente mostrata, il prof. Smaldone fu anche ideatore, organizzatore e gestore dei due progetti del N.U.T.S. (Northern Uganda Teachers of Science), una iniziativa di volontariato organizzata dalla Università “Federico II” di Napoli (2006-2007 e 2009-2010) per la riqualificazione professionale dei docenti di fisica in servizio nelle scuole secondarie superiori del nord Uganda, zona devastata dalla guerra nel decennio precedente.
[Pietro Di Lorenzo, 16/03/2026]

E ora tocca a noi dello staff del Planetario salutarti e ringraziarti.
Chi era Gino Smaldone?

Un insolito accademico, curioso, sagace, aperto nel comprendere, analizzare, condividere la sua esperienza scientifica, i suoi risultati.

Tempo e malattia non hanno potuto nulla al suo cuore pulsante di ricercatore rimasto tale fino alla sua fine. I suoi occhi brillavano di luce scientifica perché rendeva tangibile l’astronomia, ti faceva toccare con mano la bellezza e l’armonia dei corpi celesti.

Un uomo generoso, onesto, disposto sempre a rinunciare ai suoi compensi pur di dare stabilità e sicurezza ai suoi progetti.

Un docente instancabile. Con entusiasmo, e senza un soldo di ritorno, allenavi giovani eccellenze per proiettarle verso traguardi nazionali.

…ogni centesimo di euro speso per la tua cupola.
Con il tuo sorriso l’hai costruita già prefigurandoti da programmatore e da narratore, perché il tuo pallino era far divertire i piccoli, esplorare con loro lo spazio e condurli verso mondi lontanissimi e sorprendenti.

La tua intelligenza ti portava ovunque, per te tutto era facile da capire, sistemi di riferimento, geometria, fisica, astrofisica, ottica.

Il tempo non ha mai condizionato le tue giornate, i tuoi impegni. Lo sapevi scandire saggiamente e, senza esagerare, lo ripartivi per ogni necessità professionale e familiare.

Con la pacatezza che ti contraddistingueva riflettevi, immaginavi, ideavi, verificavi, producevi….

E poi la tua tenerezza e il tuo senso paterno: insieme alla tua Tonia, siete stati papà e mamma per le vostre famiglie.
Nei momenti forti (festività Natalizie…) Gino ti eclissavi perché i tuoi impegni prioritari erano i fornelli.

E infine l’esperienza di diventare nonno, con la tua apertura alla vita, con stupore e felicità hai seguito passo passo il tuo piccolo Lorenzo.

Ti promettiamo che, fra qualche anno, lo accompagneremo nello spazio come avresti sicuramente voluto fare tu.

Lo smarrimento è tanto, al momento il tuo vuoto non lo percepiamo, la tua dipartita è stata improvvisa e non realizziamo che non sei più con noi.

Ti cercheremo tra le stelle, quelle più luminose, laddove il mistero e la meraviglia dell’essere sono un tutt’uno. Che tu possa continuare a guidarci e a tenerci uniti come hai sempre fatto anche nei momenti più bui. Sorridici ancora di là fra le stelle, di là nel cielo infinito e dentro i nostri cuori tristi.

Con immenso affetto e grande riconoscenza.

Carla, Pietro, Anna, Valerio, Maria Teresa, Luigi P., Luigi F., Francesco, Linda, Sossio, Carmen

[Carla Bassarello, 17/03/2026]